Altitudine:  360 metri s.l.m.  
Superficie:  13 kmq  
Cap:  27046    
Santo Patrono: 
San Colombano (24 novembre)  
Nome degli abitanti  Santagiulettesi

L’OLTREPO’ PAVESE  
L’Oltrepò Pavese è la zona più meridionale della Provincia di Pavia, caratterizzata da colline con notevoli differenze microclimatiche: in questo zona si concentra la maggiore produzione enologica della regione e la coltivazione di vitigni tradizionali quali il barbera, la croatina, il cortese, ecc.  Per assaggiare il vino nuovo occorre non mancare alla tradizionale presentazione che si tiene nel nostro Comune l’ultima domenica di novembre.

IN GIRO PER LE COLLINE…
Partendo dal centro del paese, in via Emilia, la strada si inerpica fino alla frazione Castello, poi si snoda lungo un suggestivo crinale panoramico, dal quale si può ammirare la vasta Pianura Padana da un lato e, dall’altro, i colli e le montagne sovrapposte dell’Appennino.  La strada attraversa vigneti storici e stupende aziende vitivinicole, in maggior parte a coltura biologica. Alla Frazione Castello si può ammirare la Chiesa Parrocchiale ed il Castello Isimbardi-Vismara: nel lato sud dei due edifici esistono piante di ulivo e rigogliosi cespugli di capperi.

IL MUSEO DELLA BAMBOLA E DEL GIOCATTOLO  
Una volta le bambole di Santa Giuletta erano famose in tutto il mondo. I giornali degli anni cinquanta riservavano lunghi servizi su questo paese, tutto dedito a inventare e a costruire bambole con tutti gli accessori relativi. In quasi tutte le case si svolgeva questa lavorazione e vi erano una ventina di fabbriche che impiegavano un migliaio di operaie, per non parlare dell’indotto o del lavoro a domicilio sparso in tutti i comuni della zona. Una vera e propria area-sistema.  All’inizio le bambole erano costruite con cartapesta, attraverso  un processo molto elaborato ed erano destinate ai divani e ai salotti delle giovani spose. Poi subentrò la plastica, le bambole camminanti e parlanti e poi la lavorazione dei peluches e di altri giocattoli. Tutta questa attività è praticamente scomparsa. Il Comune ha voluto raccogliere bambole, giocattoli, fotografie, calchi, utensili da lavoro, etichette, cataloghi delle varie epoche, dagli anni trenta agli anni ottanta del secolo scorso, e li ha catalogati in un museo. Lo scopo non è solo turistico, ma anche storico-culturale e didattico. Negli scorsi anni si sono svolti corsi indirizzati all’artigianato artistico con un modulo espressamente dedicato alla lavorazione delle bambole. Il Museo è completato da una nuova sede della Biblioteca Comunale attrezzata per mostre e ricerche sulle bambole e sulla storia locale.  E poi vi è la novità del Laboratorio, dove verranno ricostruite le Bambole in Cartapesta sui modelli antecedenti la seconda guerra mondiale.

In evidenza

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